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Aumento dell’IVA dal 4% al 10%

di Michele Bianchi - 17 settembre 2013

Dal primo gennaio 2014 è in arrivo l’umento dell’IVA dal 4% al 10%. Colpite le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate mediante distributori automatici.

La notizia è piombata adosso agli operatori del nostro settore venerdì 31 maggio, quando il Consiglio dei Ministri ha varato le misure – poi contenute nel Decreto Legge n. 63 del 4 giugno 2013 denominato “Decreto Energia” – volte, almeno stando agli obiettivi, a stimolare l’economia attraverso una serie di incentivi per sbloccare gli investimenti degli italiani. In particolare, l’esecutivo Pd-Pdl ha incentrato l’intervento legislativo su misure a favore del comparto edile, attraverso il rifinanziamento del bonus sulle ristrutturazione edilizie e sul risparmio energetico(Ecobonus). Come attingere ai fondi necessari, senza andare a nuocere sulle disastrate casse statali? Dando ai cittadini da un lato, un incentivo a spendere, dall’altro togliendo loro qualche euro dalle tasche. Si è deciso così un’incremento dell’iva dal 4% al 10% a partire dal 1° gennaio 2014. L’aliquota IVA al 4% è inserita nella parte seconda della tabella A, allegata al DPR n. 633/72 (decreto IVA) alla voce numero 38: “somministrazione di alimenti e bevande effettuate mediante distributori automatici collocati in stabilimenti, ospedali, case di cura, uffici, scuole, caserme e altri edifici destinati a collettività”.

Dal primo gennaio quindi, per legge, la Distribuzione Automatica sarà costretta ad aumentare i prezzi. Sorprende come lo Stato abbia voluto colpire proprio le fascie di consumo che, in particolare in questi anni di crisi, grazie al favorevole rapporto qualità- prezzo, hanno trovato nel d.a. una valida soluzione di acquisto. Vengono così lese, ancora una volta, le fascie di consumo più deboli e  le piccole e medie imprese che, invece, andrebbero sostenute e rilanciate. L’incremento dell’IVA sui prodotti somministrati attraverso i distributori automatici comporterà un aumento di almeno 5 centesimi sul caffè e le bevande calde e di circa 10 centesimi sulle bevande fredde e gli alimenti.

Pensate a quanto questo provvedimento rischi di comprimere ulteriormente i consumi. Il Paese ha certamente necessità di riforme, ma strutturali e capaci di rilanciare l’economia, mentre questo provvedimento colpirà,  ancora una volta,  i “soliti noti” imponendo l’ennesimo orpello ai tanti lavoratori e alle famiglie che in uffici fabbriche, scuole, ospedali, luoghi destinati alle collettività trovano ristoro nelle pause  o in attesa  del responso di un medico.

Da VENDING magazine agosto 2013.

 

 

 

 

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